MIO FRATELLO CHE GUARDI IL MONDO

Quando e dove
  • Venerdì 10 Giugno 2016
  • 20:30
  • Casina (RE) - Castello di Sarzano
Riferimenti e contatti

Il tema delle migrazioni è uno dei nodi centrali di dibattito del terzo millennio.

Non esiste Paese, realtà politica, comunità, mezzo di comunicazione che non si interroghi con continuità sulle profonde e dolorose conseguenze della fuga di milioni di persone dalla guerra e/o da una condizione di sofferenza. Le strade, le terre e i mari d'Europa significano l'inizio e la fine per milioni di persone che sperano in un futuro migliore. Milioni di persone che, nel dibattito spesso chiassoso e ideologico, nella mescolanza indefinita di vittime e carnefici, nella contrapposizione di eventi e commenti a colpi di like sui social network, diventano quasi un esercito di fantasmi, soggetti ibridi di un'umanità in totale confusione. Non è facile parlarne e confrontarsi senza astrarre: quali domande possiamo porci in partenza e a quali processi stiamo dando il là? Di quali persone e popoli stiamo parlando? Quali identità e storie hanno spezzato le guerre contemporanee? Con quali strumenti interpretiamo il nostro concetto di umanità e diversità e quali corde ci toccano queste esistenze? In occasione dell'inaugurazione della nuova sede dell'Ecomuseo della Valli del Secchia e dell'Enza, presso la suggestiva sede del castello di Sarzano, affronteremo anche questi paradigmi Venerdì sera 10 Giugno alle ore 20:30 nell'iniziativa di rete dal nome "Mio fratello che guardi il mondo". Un'occasione pensata come momento di dialogo e narrazione aperti con gli ospiti presenti: Laura Tangherlini (scrittrice e inviata per RaiNews24), Claudio Cernesi (pedagogista, counselor e antropologo del Laboratorio Teranga), Ihssan Ait Yahia ( dell'associazione reggiana Re-generation), Mohamed Sabri (mediatore interculturale per Synergasia Onlus), Marco Sepe (dell'Azienda Agricola Agriappennino), Elisa Nicoli (educatrice della Caritas di Reggio Emilia e referente del progetto famiglie siriane ) porteranno i loro sguardi di testimoni sugli aspetti più emergenti e profondi delle attuali migrazioni: dal giornalismo di guerra alle politiche internazionali, dal tema delle identità ai conflitti culturali, dalle esperienze locali di accoglienza alle sfide delle nuove generazioni. Un'occasione anche in Appennino per esplorare i contenuti di un tema che sempre ci appartiene, per memoria e per vicinanza a un mondo sempre più collegato che si trova, oggi più che mai, ad affrontare i propri spettri.

E' previsto un buffet di apertura curato gentilmente dalla Locanda il Falco Pellegrino".


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