SANGUE ONORE E INTRIGHI DI POTERE ALLA CORTE DI CARLO

VISITA NARRATA

Quando e dove
  • Sabato 16 Aprile 2016
  • Napoli (NA)
Riferimenti e contatti

La visita narrata proposta per sabato 16 aprile 2016 dall’Associazione culturale locus iste, con il patrocinio morale del comune di Gesualdo, è un viaggio nella nobile Irpinia alla scoperta di una delle vicende umane più tormentate del XVI secolo. Ne è protagonista Carlo Gesualdo, principe di Venosa e prodigioso madrigalista, discendente da una delle famiglie più potenti e illustri della penisola. Torquato Tasso, ne “La Gerusalemme conquistata”, sugellava così nella storia la memoria dei Gesualdo:

Ecco dei regni che divide il mare,

partendo i monti con sentiero angusto,

due regie stirpi, e gloriose e chiare

in cui riluce lo splendore vetusto.

Torquato Tasso fu solo uno dei tanti letterati assidui frequentatori della corte dei Gesualdo. Nel 450° anno della sua nascita non è scemato il fascino per la storia del principe malinconico, riservato, ombroso, animato da tre grandi passioni: la religione, la caccia e la musica coltivate, sin da fanciullo, nella straordinaria atmosfera della casa paterna. La sua vita è stata studiata, amata e sì spiata da letterati, poeti, musici e profani, perché Carlo figlio di un principe, pronipote di un pontefice e nipote di due cardinali, nella notte del 26 ottobre del 1592, fu per sempre consegnato alla storia come il principe uxoricida.

Nel poderoso castello irpino arroccato su un colle ritornerà viva l’eco della passione che vide coinvolte le famiglie nobiliari più in vista del Rinascimento: i d’Avalos, i Carafa e gli Este. Apriremo le porte dell’ultima dimora di Carlo: un cortile signorile, sale nobili, giardini pensili e una raccolta cappella, scenario suggestivo di questa storia tormentata che troverà nella musica la terapia per una nuova rinascita.

Il Castello di Gesualdo, modificato nel prospetto alla metà del 1800, presenta in pianta quattro torri angolari ed una centrale arricchita da un loggiato che si affaccia sulle valli del Fredane e del Calore, dove la vista si perde sui pendii delle montagne irpine. Poderose mura si innestano su un costone di roccia naturale e cingono il castello lungo ogni lato ricordando l’origine difensiva del sito. La fortezza nasce, da un atto di onore, in epoca longobarda. La sua storia si fonde poi al nobile sangue dei cavalieri normanni. E’ indicata come rocca inespugnabile sotto il dominio degli Aragonesi e feudo degno del più vivo rispetto durante il viceregno spagnolo. E’, infine, dimora di musica del suo ultimo signore: Carlo Gesualdo, principe di Venosa e principe dei musici.


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