APOCALISSE

CON UGO DIGHERO

Quando e dove
  • Martedì 21 Aprile 2015
  • 20:30
  • Iglesias (CI) - Teatro Electra
  • Mercoledì 22 Aprile 2015
  • 21:00
  • Oristano (OR) - Teatro Garau
  • Giovedì 23 Aprile 2015
  • 21:00
  • Ozieri (SS) - Teatro Civico Oriana Fallaci
  • Venerdì 24 Aprile 2015
  • 21:00
  • Tempio Pausania (OT) - Teatro del Carmine
Riferimenti e contatti

Si alza il sipario sull'“Apocalisse” del Teatro dell’Archivolto, pièce originale tratta dai racconti di Niccolò Ammaniti, con il contributo di Antonio Manzini, che vede protagonista un funambolico Ugo Dighero, per la regia di Giorgio Gallione, in tournée nell'Isola sotto le insegne del CeDAC nell'ambito del XXXV Circuito Teatrale Regionale Sardo (con lo slogan “Giù la Maschera!”, che rimanda al potere svelante delle atti della scena).

Visioni e storie della “fine del mondo” con lo spettacolo, un autentico one-man-show (impreziosito da scene e costumi di Lorenza Gioberti e dal disegno luci di Aldo Mantovani) che dopo il debutto in prima regionale DOMANI (martedì 21 aprile) alle 20.30 al Teatro Electra di Iglesias, approderà mercoledì 22 aprile alle 21 al Teatro Garau di Oristano, giovedì 23 aprile alle 21 al Teatro Civico Oriana Fallaci di Ozieri e infine venerdì 24 aprile alle 21 al Teatro del Carmine di Tempio Pausania.

Lo spirito profetico delle antiche rivelazioni s'incarna nel protagonista, afflitto da un misterioso e terribile morbo che rende faticoso e doloroso ogni suo gesto, perfino sorridere o respirare, figurarsi fare all'amore: rinchiusosi volontariamente in una sorta di bunker, egli racconta il declino della civiltà attraverso le immagini di un'umanità irrimediabilmente perduta, tra zombies laureati e folli chirurghi plastici, feroci poliziotti-giustizieri e ultras demenziali - senza risparmiare il luccicante mondo dello spettacolo, in cui trionfano sedicenti cabarettisti e stelline senza talento.

L'“Apocalisse” dell'Archivolto (in cui si fondano e si intrecciano le trame e i personaggi de “Lo zoologo” (tratto da “Fango”) e “Sei il mio tesoro”, pubblicato nel volume “Crimini”) è quindi «una perfida parodia di una società alla deriva, un po’ operetta a/morale e un po’ favola nera. Ma... le favole sono cambiate e “nella bocca dei poeti anche la bellezza è terribile”».

Favola nera e crudele, ispirata alle tragedie de nostro tempo e all'inarrestabile decadenza della civiltà occidentale, l'inedita e surreale “Apocalisse” del Teatro dell’Archivolto, per la regia di Giorgio Gallione, con un istrionico Ugo Dighero, sbarca nell'Isola sotto le insegne del CeDAC, nell'ambito del XXXV Circuito Teatrale Regionale Sardo (con lo slogan “Giù la Maschera!”).

La pièce - liberamente ispirata ai racconti di Niccolò Ammaniti (in particolare “Lo zoologo”, da “Fango” e “Sei il mio tesoro”, pubblicato nel volume “Crimini”), con il contributo di Antonio Manzini, debutterà in prima regionale DOMANI (martedì 21 aprile) alle 20.30 al Teatro Electra di Iglesias, per approdare mercoledì 22 aprile alle 21 al Teatro Garau di Oristano, giovedì 23 aprile alle 21 al Teatro Civico Oriana Fallaci di Ozieri e infine venerdì 24 aprile alle 21 al Teatro del Carmine di Tempio Pausania.

Le inquietanti visioni di un'ipotetica e prossima “fine del mondo”, una catastrofe annunciata di cui il protagonista riconosce i “sintomi” nello strano morbo da cui è afflitto, per cui ogni atto, ogni impulso biologico - sorridere, e perfino respirare, o far l'amore - suscitano in lui un'acuta sofferenza, conservano la cifra grottesca di uno degli autori di punta della “generazione cannibale”. Dietro le solide pareti della casa-bunker divenuta il suo rifugio, l'(anti)eroe della storia descrive una realtà allucinata, da cui emergono figure stravaganti come zombies laureati e folli chirurghi plastici, e una fauna metropolitana fatta di demenziali ultras e poliziotti violenti cui fanno pendant le oscure stelle dello spettacolo, divette dal dubbio talento e insulsi cabarettisti.

La vis comica di Ugo Dighero e la forza evocativa di una narrazione che mette in luce, come su uno specchio deformante, gli istinti e gli impulsi più brutali, il lato oscuro e amorale di una società in decomposizione, che ha prodotto una gioventù senza coscienza e freni inibitori, caratterizzano un'“Apocalisse” post-moderna, in uno scenario da “Arancia Meccanica” in cui il delitto non conosce pena né castigo, e ogni efferatezza - fino alla strage - resta impunita, del tutto “al di là del bene e del male”. Un'avventura “gotica” - tinta di humour “nero” - da cui affiorano i fantasmi e le paure, i mostri che popolano l'inconscio (e le antiche fiabe), in cui le fantasie più sfrenate si trasformano in azione, con esiti imprevedibili: quasi un sogno, o meglio un incubo, ad occhi aperti in cui s'intrecciano vicende strampalate, come quella dello studente “salvato” da un barbone, e diventato un “morto vivente” con una brillante carriera da ricercatore; o l'insana passione di un chirurgo di successo, che si trasforma in pericoloso segreto.

Le intriganti fantasmagorie create da Niccolò Ammaniti, inventore di criminali sui generis, ingenui e inconsapevoli guerriglieri persi in una jungla cittadina, le cui gesta sanguinarie sfidano la logica e il pericolo, in un crescendo che conduce inevitabilmente alla tragedia - o alla farsa - compongono un singolare affresco con la ricchezza e vividezza di dettagli di un quadro di Bosch, racconto per immagini in cui si mescolano ironia e desolazione, i toni squillanti del pulp e la luce buia del noir.. Se lo scrittore indaga tra i labirinti di un “cuore di tenebra” dando forma e sostanza a psichedelie dell'anima, mettendo a confronto personaggi che recano su di sé i segni della deformità morale, in una sorta di teatrino delle (cattive) intenzioni, sul palco quel suo microcosmo brulicante di vita irrompe attraverso lo sguardo e le parole del protagonista, imprigionato dai suoi presagi di morte.

L'“Apocalisse” del Teatro dell'Archivolto è una novella profezia, una rivelazione, in chiave ironica e grottesca, di quel che si cela sotto la rassicurante e patinata superficie della civiltà dell'immagine, in cui l'apparire vale più dell'essere e l'intuizione pirandelliana di “Uno, nessuno e centomila” preconizza la perdita d'identità e di senso di un io frantumato e diviso. L'arte - quale trasfigurazione del reale - ha l'arduo compito di raccontare e spiegare la complessità: quel che accade sulla scena acquista, nel gioco consapevole della finzione, con la “complicità” del pubblico, evidenza di verità; l'attore e lo spettatore condividono, nell'irripetibilità dell'hic et nunc, del qui e ora, assiomi e dubbi, certezze e timori.

Nella cavalcata onirica suggerita dalle parole - e le trame - di Ammaniti affiorano frammenti di realtà, echi della cronaca, inquietudini metropolitane e progressi della scienza: le angosce esistenziali del protagonista, scaturite o accentuate dalla malattia, si stemperano nella consapevolezza che la sua paradossale tragedia, come in una pièce di teatro dell'assurdo, non supererà la quarta parete, mentre lo squallore e la crudeltà che lui denuncia aiutano a pensare, e magari, a sorridere immaginando una nuova utopia.

IGLESIAS

Biglietti primi posti: intero €15 - ridotto €13 - secondi posti/galleria: intero €13 - ridotto €11 - palchetti: € 5 - studenti: €10

info: cell: 328 1719747 - augustotolari.51@gmail.com

www.cedacsardegna.it

ORISTANO

Biglietti: posto unico: intero €14 - ridotto €12

info: cell. 345 1170216

www.cedacsardegna.it

OZIERI

Biglietti: Posto unico: intero €14 - ridotto €11

info: tel. 079 788577 - cell. 349 3614265

www.cedacsardegna.it

TEMPIO PAUSANIA

Biglietti Platea intero e galleria centrale: €15 - Platea ridotto e galleria laterale: €13 - Loggione: €6 - riduzioni: under 25, over 65

Info:tel. 079 671580 - 079 630377 - infogiovani.tempio@tiscali.it - www.cedacsardegna.it


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