RIDERE COSI' TANTO

CABARET E TEATRO NEI TEMPI E NEI LUOGHI DELL'OLOCAUSTO

Quando e dove
  • Martedì 27 Gennaio 2015
  • 16:00
  • Bologna (BO) - Piazzetta Pasolini - Teatro dei Laboratori delle Arti
Riferimenti e contatti

Alma Mater Studiorum - Università di Bologna DIPARTIMENTO DELLE ARTI - CENTRO LA SOFFITTA presenta, in apertura della rassegna LA SOFFITTA 2015 e nell'ambito delle manifestazioni per la GIORNATA DELLA MEMORIA

“RIDERE COSÌ TANTO” Cabaret e teatro nei tempi e nei luoghi dell’Olocausto - Incontro di letture - Con Elena Bucci, Marco Sgrosso, Marco De Marinis, Gerardo Guccini e con un video-intervento di Moni Ovadia

ingresso libero fino a esaurimento posti

Si apre nel Giorno della Memoria della Shoah, la 27° rassegna LA SOFFITTA 2015 promossa dal Centro La Soffitta del dipartimento delle Arti (DAR) - Università di Bologna. Il progetto a cura di Gerardo Guccini è dedicato quest’anno ai testi drammatici e di cabaret scritti e inscenati nel Ghetto di Theresienstadt (anche detto Terezin, situato a 60 km da Praga).

Gli attori Elena Bucci e Marco Sgrosso leggeranno alcuni brani dai testi scritti nel ghetto, introdotti da Marco De Marinis e Gerardo Guccini. L’incontro sarà preceduto da un video-intervento di Moni Ovadia, registrato appositamente.

Spiega il curatore dell’evento, Gerardo Guccini: “Lisa Peschel, la ricercatrice americana che ha recentemente riportato alla luce i testi drammatici e di cabaret scritti e inscenati nel Ghetto di Theresienstadt, riporta in Translating Laughter: A Cabaret from the Terezín Ghetto le reazioni di una sopravvissuta di ottantaquattro anni alla lettura d'un ritrovato cabaret cèco del 1944: «cominciò a ridere così tanto alle battute del copione da dover posare la testa sul tavolo per riprendere fiato». Il cabaret di Theresienstadt non si basava su storielle, caratterizzazioni o apologhi, ma, soprattutto, su allusioni, riferimenti, doppi sensi e dialoghi a chiave. «Era pieno zeppo - scrive Lisa Peschel - di riferimenti ad eventi specifici del ghetto». I suoi testi, per venire compresi dal lettore contemporaneo, richiedono note, precisazioni, glossari: insiemi di conoscenze ben presenti ai primi destinatari, che si riunivano intorno alle trasformazioni sceniche della loro tragica realtà. Praticando un linguaggio allusivo, da comprendere al volo, il teatro li accoglieva in una dimensione liminare, dove il vissuto collettivo, divenuto oggetto di visione, sembrava distanziarsi, allentare la presa.

I testi di Theresienstadt così come le testimonianze e i documenti poetici sui momenti di teatralità dei lager, restituiscono voci e ascolti, collettività e individui, che manifestano il persistere della vita, il suo appigliarsi, contro ogni avversità e sopraffazione, all'immaginazione, alle parole, alla memoria, ad abilità artistiche precedentemente acquisite, anche alle tradizionali astuzie della scena (che, ad esempio, lusingano i prigionieri privilegiati). Scrive Pulaver, attore sopravvissuto ad Auschwitz: «dovevamo usare i mezzi a nostra disposizione e la nostra ‘arma’ era quella: era così che potevamo rimanere in vita».”

Lunedì 27 gennaio 2015, ore 16 nel teatro ai Laboratori delle Arti:

INCONTRO DI LETTURE PRESENTATE

con Elena Bucci, Marco De Marinis, Gerardo Guccini, Marco Sgrosso | introduce l’incontro un video-intervento di Moni Ovadia

Elena Bucci e Marco Sgrosso leggeranno brani degli autori di Theresienstadt (Felix Porges, Víteslav Horpatzky, Pavel Weisskopf, Pavel Stránský, Zdenek Eliáš, Jirí Stein), di Moishe Pulaver e di Krystyna Zywulska. Marco De Marinis e Gerardo Guccini introdurranno i testi. Le traduzioni e le informazioni storiche sono a cura di Lucia Serena Blandolino ed Edyta Scibior.

L'incontro verrà introdotto da un video-intervento appositamente registrato da Moni Ovadia.

Informazioni al pubblico: CENTRO LA SOFFITTA tel. 051.2092400 - www.dar.unibo.it

LauraBpress


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