GIOVANNI BARBISAN

DIPINTI DISEGNI INCISIONI DAL 1931 AL 1988

Quando e dove
  • Da Sabato 22 Novembre 2014 a Domenica 1 Febbraio 2015
  • Treviso (TV) - Piazzetta M. Botter 1 - Museo di Santa Caterina

Treviso celebra Giovanni Barbisan (Treviso 1914 - Orbetello 1988), pittore e incisore di fama nazionale, nel centenario della nascita, con una mostra che sarà inaugurata venerdì 21 novembre (ore 17,30) e aperta dal 22 novembre nel museo di Santa Caterina.

Fino all’1 febbraio 2015, oltre ai lavori di Barbisan già presenti nella galleria permanente di Santa Caterina, nella sala ipogea e nei locali contigui del Museo si potranno ammirare circa 140 opere tra dipinti, disegni e incisioni, provenienti in gran parte da collezioni private, che costituiranno la mostra “Giovanni Barbisan. Dipinti, disegni, incisioni dal 1931 al 1988”.

Sarà, così, possibile ripercorrere le diverse fasi dell’evoluzione artistica del pittore trevigiano attraverso varie sezioni: dalle saldezze formali e dalle atmosfere metafisiche degli anni ’30 - durante i quali espone con successo a importanti mostre nazionali e internazionali, partecipando appena ventiduenne alla Biennale di Venezia - alla “crisi” succeduta alla guerra che lo vede sperimentare una visione dinamica e frammentata, fino all’approdo a quel “sontuoso naturalismo” che connota la produzione di dipinti e acqueforti nei fecondi decenni della sua maturità. Figure, tra cui splendidi autoritratti e ritratti dei famigliari; paesaggi urbani e della campagna intorno a Treviso e delle amene colline irte di vigneti; nature morte, ora umili e discrete, ora colorate e complesse: ogni composizione esaltata dalla luce che ricrea poeticamente il dato naturale.

Singolare anche la sezione dedicata alla sua attività di “frescante”, con la presenza di affreschi su pannello e bozzetti, e un video che illustra e rinvia ai numerosi cicli - sacri e profani - presenti in città e nel territorio: quasi un invito a intraprendere un itinerario non canonico attraverso luoghi poco praticati della città di Treviso.

L’iniziativa, nata dalla proposta dell’“Archivio Barbisan Treviso” - nella persona di Gaddo Barbisan, figlio dell’artista - ha trovato pronta adesione da parte dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Treviso e della Direzione dei Musei Civici.

Eugenio Manzato, curatore della mostra (come già fu per “Giovanni Barbisan. Gli anni di Novecento: opere dal 1928 al 1945”, allestita al Museo Bailo di Treviso nel 1999), ha coordinato l’intero lavoro con Giovanni Bianchi, sovrintendendo anche alla pubblicazione del prezioso catalogo realizzato da Antiga Edizioni nel quale, oltre al percorso della mostra, sono inclusi i contributi di un gruppo di esperti di lungo corso dell’opera di Barbisan: da Luca Baldin a Sileno Salvagnini e agli stessi Bianchi e Manzato, con una sezione dedicata agli affreschi e pale d’altare nel territorio a cura di Barbara Viola.

L’entusiasmo di Gaddo Barbisan per l’iniziativa, testimoniato dal prestito di opere tra le più significative e dal concreto sostegno economico offerto alla stessa, ha felicemente contagiato collezionisti ed estimatori dell’opera del padre, nonché - e di questi tempi non c’è che da rallegrarsene - una serie di altri fondamentali sostenitori, prima tra tutti la Banca Popolare di Verona. Non meno importante il supporto offerto dall’Agenzia Generali di Treviso, che ha provveduto all’assicurazione delle opere, e dalla Nuova Colore di Dario Sottana che ha realizzato la campagna fotografica. Hanno, inoltre, contribuito alla realizzazione della mostra la friulana Suma e tre rilevanti aziende di Paese di Treviso: GSE, CoperTekno e Sunflower.

GIOVANNI BARBISAN

Nasce a Treviso il 6 aprile 1914.

Il padre Natale è pittore decoratore e gli impartisce i primi insegnamenti, cosicché fin da ragazzo Giovanni si dedica alla pittura: data al 1930 un autoritratto in cui rivela un’abilità straordinaria per un giovane sedicenne. Nel 1931 segue i corsi alla Scuola libera del nudo a Venezia, e dall’anno successivo s’iscrive all’Accademia di cui frequenta regolarmente i corsi. Qui apprenderà da Giovanni Giuliani la tecnica dell’incisione, e datano al 1933 le prime acqueforti. Da questo momento pittura e incisione procederanno in parallelo.

Per tutti gli anni trenta si registra una produzione intensa di dipinti - ritratti, nature morte, vedute cittadine - dalle forme solide e compatte, in un’atmosfera quasi metafisica, secondo le tendenze novecentiste del momento; nelle incisioni si avverte l’influsso di Morandi e Bartolini, i maestri riconosciuti in questa tecnica. Sono anni in cui Barbisan si dedica con costanza anche all’affresco su pannello, con tematiche ispirate dal regime, con cui partecipa a rassegne e concorsi: con un grande affresco dal titolo “I nostri migliori amici sono i rurali” partecipa nel 1936, alla giovane età di 22 anni, alla XX Biennale di Venezia.

Fra il 1939 e il 1940 alcuni dipinti mostrano forme meno bloccate, una pittura più vibrante; dopo la parentesi della guerra Barbisan riparte da qui: fra il 1945 e il 1950 egli sperimenta una pittura per filamenti di colore e barbagli di luce con esiti quasi divisionisti, mentre nella grafica compone per nervosi grovigli di segni che dissolvono i contorni.

Ma l’attrazione per il naturalismo lo porta a scelte in contrasto con le tendenze informali di quegli anni, cosicché sarà invitato alle Biennali solo come incisore. E’ il momento in cui si ritira dal dibattito dell’attualità e si rifugia nel museo, studia cioè la pittura antica ed elabora uno stile personale, in cui la luce gioca un ruolo fondamentale nel fondere gli elementi della composizione: “La luce vera è fin dagli inizi il suo vero tema. La luce e lo spazio che la luce genera” (Giuseppe Mazzariol).

Il naturalismo connota pertanto tutta l’opera della maturità di Barbisan per quasi quarant’anni, ma non ne esce compromessa la sua creatività poiché, pur all’interno di una poetica coerente, il suo stile subisce un’evoluzione: da un’oggettività pur discreta e poetica si passa intorno alla metà degli anni sessanta a una visione in cui predominano “le atmosfere incantate, gli irreali luminescenti sortilegi” (Guido Giuffré). L’evoluzione riguarda sia il paesaggio che le nature morte e trapassa senza soluzione di continuità dalla pittura alla grafica: non è solo una tecnica magistrale capace di fondere nella luce la composizione di oggetti disparati o gli elementi del paesaggio; è la capacità di cogliere la bellezza e di trasferirla in immagine come solo i grandi maestri sanno fare.

Barbisan muore all’improvviso il 17 giugno 1988 mentre si trova in vacanza a Orbetello, nella diletta Maremma, intento a disegnarne una veduta da tradurre nella lastra, operoso fino alla fine.

INFORMAZIONI UTILI

GIOVANNI BARBISAN Dipinti Disegni Incisioni dal 1931 al 1988

Musei Civici di Treviso - sede di Santa Caterina Piazzetta M. Botter, 1

Treviso tel. 0422.658442 www.museicivicitreviso.it info@museicivicitreviso.it

Orari: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00

Chiuso il lunedì e le festività

Ingresso: Intero: € 3,00 - ridotto: € 2,00 (15 - 18 anni, universitari, over 60 e convenzionati)

Ridotto: € 1,00 (6-15 anni e scolaresche) - Gratuito: bambini fino a 6 anni


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