SEGAVECCHIA A FORLIMPOPOLI

Quando e dove
  • Da Domenica 19 a Domenica 26 Marzo 2017
  • Forlimpopoli (FC)
Riferimenti e contatti

Il Feticcio

La "Vecchia" è alta 5,10 metri, ed è già una bella statura, ma si narra che abbia raggiunto anche i 7 e persino i 10 metri, quando a Forlimpopoli non c'era ancora la luce elettrica a stendere la ragnatela di cavi tra casa e casa per le vie del borgo, e questo perché la Vecchia deve essere condotta al patibolo, cosicché tutti possano assistere al supplizio e trarne i dovuti insegnamenti, in particolare quello di rispettare l'obbligo del digiuno quaresimale imposto dalla Chiesa, in memoria dei 40 giorno trascorsi da Cristo nel deserto prima di essere crocifisso.

La "Vecchia" quindi negli anni ha subito diverse mutazioni, a partire dal misero carro in cui veniva portata al suo ingrato destino, che in origine era trainato da 2 boui, mentre oggi è trainato da moderni trattori. Il carro stesso è molto più grande di quello del passato, e viene ogni anno allestito diversamente, seguendo uno specifico tema. Si ricordano, per l'appunto, "Vecchie" hawaiana, ecologista, figlia dei fiori, motociclista, e ancora in tanti altri "travestimenti".

Prima che i boia incappucciati procedano all'esecuzione, la voce fuoricampo di un immaginario presidente di tribunale legge in prosa aulica e goliardica i capi d'accusa che hanno portato alla condanna, e questa volta non si tratta dell'innocente peccato di gola, ma di altri ben più piccanti e più gravi: la "sentenza" è, infatti, una scanzonata rassegna degli scandali pubblici e privati finiti sulle cronache locali e nazionali durante l'anno, scandali dei quali si fa ufficialmente carico alla povera vecchia, mentre tutti riconoscono i protagonisti e possono chiederne il più atroce castigo

giocando sul filo dell' equivoco e restando quindi impuniti.

Si fa dunque giustizia e la "Vecchia" è squartata dai boia, che fingono di faticare con una sega da tagliaboschi lunga 4 metri.

La sega è soltanto di legno, dato che il manichino della "Vecchia", incernierato all'altezza della vita, si apre tirando semplicemente una corda.

La testa e il busto ricadono così all'indietro, e dal ventre si rovescia una cascata di regali che sono distribuiti ai bambini presenti in tutta la piazza.

Dopo questi truci antefatti, si potrebbe pensare che i giorni della mezza Quaresima a Forlimpopoli inducano all'orrore, più che alla preghiera e alla penitenza. Al contrario, sono giorni di festa e di matta allegria, tanto che arriva gente da tutta la Romagna e anche da fuori.

I motivi del singolare passaggio dalla memoria di un feroce castigo alla celebrazione di una spensierata felicità popolare, sono diversi: l'origine va forse ricercata nel fatto che la cupa leggenda medievale si è sovrapposta ai miti e ai riti solari della Terra Madre (tramandati nelle società contadine fin dai primi giorni della storia) e dunque è un festoso ritorno alle origini, più che un'incomprensibile degenerazione.

Il tempo comunque confonde in un disinvolto mixage le due tradizioni e le relative varianti rituali.

Quindi una festa bellissima, più bella e più gaia che se contasse sui miliardi dello sponsor o sulle moine del personaggio famoso:questo perché è autentica, come questa città e i suoi abitanti.


Download allegati

Nessun allegato disponibile per l'evento


Condividi questo evento: